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Vernio, 30 dicembre 2025 - Il Consiglio comunale di Vernio, riunitosi lunedì 29 dicembre, ha approvato il Bilancio di previsione 2026–2028 e il Programma triennale delle opere pubbliche, confermando una programmazione fortemente orientata alla tutela del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico. Invariati i tributi per il 2026.
Il Programma triennale delle opere pubbliche prevede investimenti complessivi per circa 12,5 milioni di euro nel triennio. Di questi, oltre 5 milioni sono destinati a interventi di messa in sicurezza dei versanti montani, delle strade comunali, di ponti e fossi, alla mitigazione del rischio idrogeologico in diverse aree del territorio, alla sistemazione di frane e alla tutela del patrimonio forestale e antincendio.
Accanto agli interventi per la sicurezza del territorio, il piano prevede importanti opere di edilizia scolastica e pubblica, tra cui la realizzazione del nuovo plesso delle scuole elementari di Montepiano, con un investimento di 3 milioni di euro, e l’adeguamento antisismico dell’Istituto Pertini. Sono inoltre programmati interventi di efficientamento energetico e messa in sicurezza per il Casone dei Bardi e il Museo Ex Meucci, oltre a opere diffuse sulla viabilità comunale, la messa in sicurezza del ponte di Terrigoli, il consolidamento dell’Oratorio di San Niccolò di Bari e l’adeguamento del nuovo magazzino comunale.
«Con l’approvazione del bilancio e del piano triennale – dichiara la sindaca, Maria Lucarini – confermiamo una programmazione concreta e responsabile. Oltre 5 milioni di euro sono destinati alla sicurezza del territorio e alla prevenzione del dissesto idrogeologico: una scelta prioritaria per una comunità montana come la nostra. Allo stesso tempo, con l’ordine del giorno sulla legge per la montagna, ribadiamo la necessità di criteri più giusti e di risorse adeguate, affinché i territori appenninici non vengano penalizzati e possano continuare a svolgere il loro ruolo di presidio fondamentale. Sembra che, anche con la nuova legge, Vernio resterà comune montano, ma non è questo il punto: il modello proposto è inappropriato perché guarda quasi solo all’altitudine e alla pendenza, ignorando fragilità socio-economiche, spopolamento e distanza dai servizi. Territori come i nostri non possono essere accompagnati al declino. Le aree interne non sono un problema: sono una risorsa per il Paese».
Nel corso della stessa seduta, il Consiglio comunale ha infatti approvato anche un ordine del giorno con cui esprime forte preoccupazione per i criteri introdotti dalla recente legge nazionale sul riconoscimento e la promozione delle zone montane. L’atto impegna sindaca e giunta a sollecitare il Governo affinché vengano adottati criteri di classificazione più equi e aderenti alle specificità dei territori appenninici, evitando l’uso di parametri rigidi basati esclusivamente su altitudine e pendenza, e a chiedere un rafforzamento significativo delle risorse destinate al Fondo per la Montagna. L’ordine del giorno sottolinea il rischio concreto che molti comuni montani toscani possano perdere la classificazione, con gravi conseguenze in termini di servizi, sviluppo e contrasto allo spopolamento.
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Ultimo aggiornamento: 30-12-2025, 13:48
