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Nel tempio delle macchine tessili e della storia del distretto, un allestimento che racconta l’antica arte della tessitura concentrandosi sulle abilità degli Etruschi a cura della Fondazione Cdse, coordinatore scientifico del museo del Comune di Vernio.
Si chiama appunto “Intrecci etruschi” l’allestimento che prenderà vita domenica 12 aprile alle 16 al Mumat, il Museo delle macchine tessili di Vernio (via della Posta Vecchia, Mercatale), una delle tappe del percorso della Rete Musei di Prato Genius Loci, Vitalità dello spirito etrusco.
Per il Mumat quello di domenica è solo il primo appuntamento, in maggio e in giugno, infatti, ci saranno altre occasioni per approfondire la moda e i colori delle tinture dell’epoca etrusca, sempre circondati dai pannelli creati per l’occasione che ripercorrono, con bellissime immagini, la storia antica della tessitura e della colorazione dei tessuti e quella degli insediamenti etruschi nel nostro territorio.
Il pomeriggio si apre con l’inaugurazione dell’allestimento e la visita guidata per poi proseguire con il laboratorio, dedicato alle famiglie, con la sperimentazione del telaio in legno verticale e la creazione di fuseruole gioiello in argilla.
I 4 pannelli che costituiscono l’allestimento illustrano la storia tessile dell’epoca etrusca basandosi su alcune preziose raffigurazioni che permettono oggi di ricostruire gli strumenti tessili e loro funzionamento, in particolare il trono ligneo di Verucchio (RI), rarissimo oggetto del periodo villanoviano-etrusco (VII secolo a.C), decorato con incisioni di vita aristocratica, tra le quali una scena di tessitura a telaio verticale, bifronte, intagliato con teste di serpenti, di anatre e di scimmie, davanti al quale lavorano due donne. A questa raffigurazione si ispira il telaio verticale ricostruito con il legno dei boschi della Val di Bisenzio, corredato di pesi che tengono in tensione i fili in argilla, che fa parte dell’allestimento. Nell’antichità le operazioni di lavaggio, cardatura e pettinatura delle fibre erano compito delle ancelle, mentre la tessitura era solitamente riservata a donne di rango più elevato. A partire dal X secolo a.C. i corredi tombali etruschi confermano la vocazione delle matrone per le lavorazioni tessili: tra gli oggetti funebri femminili comuni sono i ritrovamenti di uno o più strumenti dell’attrezzatura tessile come rocchetti per filo, fuseruole, spesso con ricercate decorazioni in ambra e osso, coltellini, forcelle o tavolette per tessere.
Il progetto partecipato e sostenuto dalla Regione Toscana “Genius Loci” vede gli 8 musei della Rete condurre insieme un viaggio fra cultura, arte, scienza e memoria, che valorizza la vocazione multidisciplinare del sistema rinnovando, a quarant'anni da “Progetto Etruschi 1985”, l’interesse per una parte fondamentale della storia toscana.
L’evento è gratuito. Prenotazione obbligatoria per il laboratorio a info@fondazionecdse.it
Il programma, anche nella versione suddivisa per museo, si può consultare e scaricare dal sito www.retemuseidiprato.it
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Ultimo aggiornamento: 09-04-2026, 15:04
