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Ultimo appuntamento per il progetto della Rete Musei di Prato Genius Loci, Vitalità dello spirito etrusco, che da marzo a giugno ha visto ben 26 eventi organizzati dagli 8 musei della Rete da Prato alla Val di Bisenzio al Montalbano e che hanno esplorato la storia, l’arte, il cibo, i tessuti e tanti altri aspetti dell’antico popolo che abitava le nostre terre.

Sabato 6 giugno alle 16 al Museo Mumat di Vernio (via della Posta Vecchia. Mercatale) il programma di Genius Loci si conclude dunque con l’incontro “I colori al tempo degli Etruschi”.

Si tratta di un laboratorio per famiglie sulla tintura tessile naturale al tempo degli etruschi, a partire dalle piante tintorie: reseda, robbia, mallo di noce e guado. Le piante verranno portate a bollore per estrarre il colorante naturale che servirà poi per lavorare sui tessuti bianchi. Fabio Giusti dell’associazione Coordinamento Tessitori spiegherà ai partecipanti che cos’è la tintura naturale e come la utilizzavano gli Etruschi e l’artista Francesca Bernini illustrerà come dipingere i tessuti.

A chi si iscrive si consiglia di portare una t-shirt o comunque un tessuto bianco da personalizzare con i colori naturali.

Prenotazione obbligatoria a info@fondazionecdse.it

All’interno del Mumat è visitabile l’allestimento “Intrecci etruschi”, una serie di pannelli creati per l’occasione che ripercorrono, con bellissime immagini, la storia antica della tessitura e della colorazione dei tessuti e quella degli insediamenti etruschi nel nostro territorio basandosi su alcune preziose raffigurazioni che permettono oggi di ricostruire gli strumenti tessili e il loro funzionamento. In particolare, il trono ligneo di Verucchio (RI), rarissimo oggetto del periodo villanoviano-etrusco (VII secolo a.C), decorato con incisioni di vita aristocratica, tra le quali una scena di tessitura a telaio verticale, bifronte, intagliato con teste di serpenti, di anatre e di scimmie, davanti al quale lavorano due donne. A questa raffigurazione si ispira il telaio verticale ricostruito con il legno dei boschi della Val di Bisenzio, corredato di pesi che tengono in tensione i fili in argilla che fa parte dell’allestimento. Nell’antichità le operazioni di lavaggio, cardatura e pettinatura delle fibre erano compito delle ancelle, mentre la tessitura era solitamente riservata a donne di rango più elevato. A partire dal X secolo a.C. i corredi tombali etruschi confermano la vocazione delle matrone per le lavorazioni tessili: tra gli oggetti funebri femminili comuni sono i ritrovamenti di uno o più strumenti dell’attrezzatura tessile come rocchetti per filo, fuseruole, spesso con ricercate decorazioni in ambra e osso, coltellini, forcelle o tavolette per tessere.

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Ultimo aggiornamento: 03-06-2026, 15:47