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Via della Lana e della Seta, patto per accelerare lo sviluppo

Nel 2019 oltre 2 mila camminatori, si punta sulla promozione

Gli amministratori protagonisti del patto

Un solido patto per la gestione e la valorizzazione della Via della Lana e della Seta, 130 chilometri da Prato a Bologna, è stato stretto stamani a Montepiano dal Comune di Prato, dalla Città metropolitana di Bologna, dalle Unioni dei Comuni della Val di Bisenzio e dell’Appennino bolognese, dai Comuni di Sasso Marconi e di Casalecchio di Reno. Nel Giardino del Sole, a due passi dal Molino appartenuto a Bruno Saetti artista bolognese che ha vissuto a Montepiano, tra gli amministratori c’era un clima di grande collaborazione: la Via della Lana e della Seta è un progetto che unisce non solo fisicamente l’area Pratese e quella Bolognese. Ad accogliere tutti il sindaco di Vernio Giovanni Morganti che insieme a quello di Castiglione dei Pepoli, Maurizio Fabbri (stamani anche nel ruolo di presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese), ha sempre creduto con determinazione nella forza del progetto, nato dall’idea del camminatore Vito Paticchia.

A firmare la convenzione Matteo Lepore, assessore al Turismo della Città Metropolitana di Bologna, Lorenzo Marchi, assessore al Turismo del Comune di Prato, Primo Bosi per l’Unione dei Comuni della Val di Bisenzio, Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi, Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio di Reno. Sono intervenuti anche la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi, e il sindaco di Camugnano, Marco Masinara.

“È una giornata importante. Adesso dalla sperimentazione si passa a un progetto concreto”, ho sottolineato Morganti. La Via della Lana e della Seta, che percorre l’Appennino Tosco Emiliano in sei tappe, è una recente scoperta già molto frequentata. Si calcola che siano stati oltre duemila i camminatori che si sono mossi tra Prato e Bologna.

“È un progetto che sta crescendo grazie al contributo di tanti e a un forte spirito di collaborazione”, ha messo in evidenza Maurizio Fabbri ricordando il forte impegno anche delle sezioni CAI di Prato e di Bologna, oltre che del Circolo I risorti di Prato. “I cammini sono infrastrutture che, al pari di ponti e strade, hanno potenzialità di sviluppo economico e sociale molto rilevanti, per questo la Città metropolitana sostiene questo progetto con determinazione”, ha sottolineato l’assessore Lepore.

“Dalla crisi di questi mesi usciremo soltanto tutti insieme. Questo è un progetto condiviso su cui siamo impegnati con convinzione perché guarda al futuro in prospettiva turistica economica e culturale”, ha messo in evidenza Lorenzo Marchi. “I risultati ci danno ragione, la Via della Lana e della Seta è una vera opportunità per il turismo in Val di Bisenzio”.

L’impegno – come hanno spiegato i firmatari - adesso è quello di mettere gambe a un progetto di sviluppo che si occupi di aumentare il numero dei camminatori lungo il percorso, potenziare il coinvolgimento degli operatori economici, potenziare e promuovere il prodotto turistico, creando sinergie tra la Toscana e l’Emilia Romagna. Nel 2020, in particolare, si punta sulla comunicazione e la promozione (anche con un nuovo sito). Sul piatto, intanto, per sviluppare le diverse azioni ci sono risorse per circa 50 mila euro (20 mila messe a disposizione dalla Città metropolitana di Bologna e 15 mila dal Comune di Prato.

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