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L’ultima biblioteca popolare, è ancora un modello in Italia

Centenario della Petrarca, la sua storia come un romanzo. Presentato il volume che racconta le vicende di Ferdinando Ricci

Iniziativa alla Biblioteca Petrarca

È come un grande romanzo che ha come protagonista la storia di un uomo e di una comunità il volume, appena presentato, che racconta le vicende della Biblioteca Petrarca a Sant’Ippolito di Vernio. La biblioteca, fondata nel 1916 da Ferdinando Ricci, incredibile personaggio che ha speso tutta la sua vita e anche tutti i suoi beni a favore della lettura, resta – dopo oltre cento anni – forse l’ultimo esempio di biblioteca popolare ed è ancora un’esperienza modello in Italia.

La biblioteca si regge sull’impegno generoso di 16 volontari e dei giovani del servizio civile. Custodisce oltre 23 mila volumi, 35 mila immagini che documentano la storia della Val di Bisenzio. Ha circa mille tesserati, di cui 170 utilizzano il prestito in maniera continuativa con un movimento di circa mille volumi l’anno. Le presenze in biblioteca nel 2018 hanno superato quota 5 mila. Non solo: grazie ad una convenzione con il Comune di Vernio riesce a fornire anche nuovi servizi alla sua comunità, dalle certificazioni dello Sportello per le attività produttive al collegamento CUP per visite specialistiche.

La sua lunga e bellissima vicenda, con eccezionale dovizia di particolari e un’accurata ricerca, l’hanno appena scritta, Giovanni Pini (l’attuale presidente) e sua figlia Laura Pini, giovane studiosa. Il volume - che porta come sottotitolo storia di un uomo, di libri, di un paese – è stato pubblicato con il sostegno del Comune di Vernio e della Fondazione Cassa di risparmio di Prato ed è stato presentato qualche giorno fa a conclusione delle iniziative per il centenario dell’istituzione con l’intervento dell’esperto di biblioteconomia, Romano Vecchiet. All’iniziativa – con il sindaco Giovanni Morganti - hanno partecipato l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, la vicepresidente della commissione Cultura della Regione Ilaria Bugetti e la presidente del CDSE Annalisa Marchi

“La biblioteca popolare di Sant’Ippolito di Vernio è un piccolo gioiello nella storia delle biblioteche popolari italiane – ha affermato Romano Vecchiet, direttore della biblioteca civica Joppi di Udine e rappresentante dell’AIB (Associazione biblioteche italiane) – la sua luce brilla ancora oggi”.

La grande forza di questa esperienza è la passione dei volontari che ci lavorano. Oggi come cento anni fa. “Un grazie va al presidente, ai volontari, a coloro che dedicano tanto del loro tempo e delle loro energie al mantenimento e alla crescita della biblioteca e di quei valori che l’animano”, ha sottolineato il sindaco Giovanni Morganti.

Straordinaria la personalità di Ferdinando Ricci, “E’ stato protagonista su due fronti - ricorda Giovanni Pini – il primo da fondatore e direttore della Biblioteca popolare e il secondo come promotore e animatore del grande riformismo culturale ispirato, a Milano, a Filippo Turati e guidato da Ettore Fabietti, fondatore e animatore della Federazione italiana delle biblioteche popolari”. Ricci era nato in un’agiata famiglia fiorentina: il padre era avvocato, la madre era originaria di Vernio. Ferdinando porta a Sant’Ippolito, dove trascorre le sue vacanze, il fermento della vita culturale fiorentina. Dopo l’esperienza milanese deciderà di fondare la Petrarca a cui dedicherà l’intera esistenza (muore nel 1971) e tutte le sue risorse economiche.

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