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I Bardi di Vernio, una storia che non finisce mai di stupire

L’Accademia Bardi lancia un progetto editoriale, a caccia di segreti negli archivi. Welfare d’avanguardia: spedale, medici condotti e scuola di ostetricia

La rievocazione della Polentina di Vernio

La storia dei Bardi di Vernio è una miniera di notizie e non finisce mai di stupire. È per questo che l’Accademia Bardi, sostenuta dal Comune, lancia un ambizioso progetto editoriale che ha come obiettivo principale quello di divulgare una storia, popolata di personaggi incredibili e di vicende originali, rimasta fino ad oggi confinata nei fondi archivistici e bibliotecari. L’Accademia, attiva ormai da ventidue anni, ha lavorato sodo in questo lungo periodo, producendo 15 pubblicazioni, due collane editoriali, organizzando cinque convegni internazionali e oltre cinquanta concerti, e poi conferenze e visite guidate, oltre a un sito esclusivo per i Bardi. “È una iniziativa che rilancia e consolida la preziosa attività svolta fino ad ora - sottolinea l’assessore alla Cultura, Maria Lucarini – per la vita di una comunità come la nostra è fondamentale la consapevolezza del passato, specialmente se è così importante. Per questo nel mese di settembre organizzeremo un incontro aperto a tutti per presentare il progetto”

 “La realtà del feudo imperiale di Vernio si è intrecciata nel corso dei secoli con quella ben più ampia del Granducato di Toscana o dello Stato della Chiesa e vi ha lasciato tracce indelebili, spesso condizionandone le sorti,  grazie ai ruoli politici, economici, culturali e religiosi ricoperti da vari personaggi del Casato - spiega Alessandro Magini presidente dell’Accademia e curatore del progetto -   Per dar conto di tutto questo l’Accademia prosegue le sue attività di ricerca con una serie di quaderni, affidati a studiosi e a specialisti di varie discipline”.

Tanti gli aspetti che verranno indagati. Pochi sanno per esempio che la contea di Vernio tra Sei e Settecento era all’avanguardia sul fronte di quello che oggi si chiama welfare e dal punto di vista sanitario. Uno dei primi quaderni su cui lavorerà Stefano Calonaci, dell’Università di Bologna, si concentrerà proprio sulle istituzioni di assistenza, sull’organizzazione dello spedale, sulla scelta di assumere medici condotti e la presenza di una scuola di ostetricia per regolarizzare la condizione delle numerose levatrici rurali, qualificando le competenze in un meccanismo di controllo guidato dal medico condotto . “La contea di Vernio costituisce un modello per la straordinaria sensibilità dei conti Bardi al governo della salute”, sottolinea Magini.

I quaderni saranno dodici. Alessandro Magini curerà il primo e il sesto, dedicati rispettivamente alle vicende della famiglia in cinque secoli di storia e a Giovanni Maria Bardi. Ilaria Marcelli si occuperà dei Bardi e dell’abbazia di Montepiano, Marta Papi della Rocca del feudo di Vernio, Veronica Vestri dell’autobiografia del cardinale Girolamo Bardi, Paolo Lucarini e Stefano Guarducci della gestione economica della Compagnia di San Niccolò di Bari, Claudia Timossi dei Bardi di Vernio in Santa Croce, Maria Enrica Vadalà dell’ultimo dei Bardi, Girolamo, Filippo Pucci della vicenda ottocentesca sui fitti che contrapponeva i Bardi agli Uomini di Vernio e Rita Gualtieri degli statuti de feudo di Vernio.

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