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Adeguamento linea Prato–Bologna i sindaci di Emilia-Romagna e Toscana si mobilitano

I sindaci dei comuni interessati dai lavori di adeguamento della linea ferroviaria Prato-Bologna non ci stanno e chiedono nuovamente risposte concrete da RFI e dalle rispettive Regioni sulla questione dei lavori di adeguamento della linea “Direttissima”

Prendiamo atto della conferma dell'inizio imminente dei lavori di adeguamento della linea Prato-Bologna, che dovevano iniziare a giugno 2018 poi a ottobre 2018 e in ultimo dicembre 2020 e dopo esserci confrontati tra noi, ribadiamo alle due Regioni la necessità di un maggiore dialogo tra le istituzioni delle due regioni e chiediamo alle stesse di intervenire nei confronti di RFI. e Trenitalia TPER per dar seguito alle nostre richieste e per sottolineare la necessità di avere garanzie dalle due società in merito agli interventi di mitigazione dei disagi per la popolazione sia in termini di impatto dei lavori sia sulla mobilità dei pendolari per i quali è urgente trovare soluzioni alternative adeguate, anche in virtù dell’emergenza sanitaria in corso.

Si sottolinea inoltre come, nonostante gli impegni assunti da RFI in quattro anni di incontri, ad oggi non vi sia nulla di concreto  in termini di modifiche richieste all'impostazione dei servizi sostitutivi e neppure  in termini di lavori compensativi per i territori interessati.

E' poi inaccettabile che a poche ora dall'inizio dei lavori e, conseguentemente dei disagi, nulla sia stato comunicato ai pendolari, così come che vengano promesse come opere compensative gli adeguamenti di accessibilità delle stazioni, aspetto questo  dovuto che costituisce un obbligo per RFI.

Ecco perché ci appelliamo ai nostri rappresentanti di governo delle due Regioni affinché ci sostengano nelle nostre sacrosante rivendicazioni.

Abbiamo registrato anche di recente, infatti, la disponibilità delle nostre Regioni a dare voce alle richieste dei territori, ed ora è il momento di far mettere nero su bianco gli impegni che RFI e Trenitalia intendono adottare per limitare i disagi alla popolazione e per soddisfare le richieste dei sindaci interessati circa le opere compensative, però occorre fare in fretta.

Ribadiamo poi la necessità di rendere operativo ed efficace quanto prima l'Osservatorio permanente previsto per il monitoraggio dei lavori, che nelle prime fasi sarà  fondamentale soprattutto per testare l'efficacia del servizio sostitutivo che, nelle esperienze passate, ha dato risultati assolutamente inaccettabili.

Si sottolinea infine come gli impegni presi tra RFI e le Regioni negli atti sottoscritti nel 2018 siano ancora sostanzialmente disattesi nei fatti, richiedendone il pieno rispetto.

Le amministrazioni locali riconoscono quanto il progetto di RFI possa rappresentare un'opportunità vera di sviluppo per il territorio, solo però a condizione di sostenere anche i bisogni e le politiche di governo dei rispettivi territori e sono pronte a mettere in campo ogni azione perchè i bisogni delle comunità siano ascoltati e soddisfatti.

I sindaci, consapevoli di non avere voce in capitolo, ritengono comunque doveroso porsi al fianco dei pendolari insieme al Comitato pendolari Direttissima per tutelarli più possibile dichiarando che il sistema messo in atto non è al momento per loro assolutamente soddisfacente.

  

Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese - Il presidente Maurizio Fabbri

Unione dei Comuni della Val di Bisenzio – Il presidente Guglielmo Bongiorno

Comune di Cantagallo – il sindaco Guglielmo Bongiorno

Comune di Castiglione dei Pepoli – il sindaco Maurizio Fabbri

Comune di Grizzana Morandi – il sindaco Franco Rubini

Comune di Monzuno – il sindaco Bruno Pasquini

Comune di Pianoro – il sindaco Franca Filippini

Comune di Prato – l’assessore Flora Leoni

Comune di San Benedetto Val di Sambro – il sindaco Alessandro Santoni

Comune di Vaiano – il sindaco Primo Bosi

Comune di Vernio – il sindaco Giovanni Morganti

 

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