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IL PERCORSO ESPOSITIVO |
Il MUmat, Museo delle macchine tessili, si trova in una sala dell’ex fabbrica Meucci, fondata su un antico mulino edificato da Franco Meucci ai tempi della dominazione napoleonica. Agli inizi del ‘900 Amerigo Meucci fondò, nello stesso luogo, uno dei primi carbonizzi della zona, a cui affiancò anche una stracciatura. La trasformazione di antichi mulini in aziende tessili era pratica abbastanza comune sul territorio pratese in quegl'anni.
Tra il 1923 e il 1930 avvenne l’ampliamento della fabbrica lungo il fianco del fiume. In seguito all’attività industriale nel 1988, l’immobile fu acquistato e completamente restaurato dall’amministrazione Comunale di Vernio grazie anche a finanziamenti europei. L’edificio è stato destinato a centro polifunzionale per lo svolgimento di manifestazioni culturali e ricreative, mostre e convegni.
Dal 6 dicembre 2008 è possibile visitare al suo interno anche il MUmat- Museo delle Macchine Tessili.
Il MUmat è un piccolo grande museo che racconta la storia del tessile, e di tutto il processo produttivo che dagli stracci portava al tessuto finito, l'elemento che ha caratterizzato Prato nel secolo scorso.
Il percorso espositivo comprende strumenti che vanno dalla fine dell' Ottocento agli anni '50 del Novecento: fiandre (1), una piccola carda (2), l'antica turbina della fabbrica alimentata dall'acqua del Bisenzio ancora attiva, fino ad un rarissimo esemplare di telaio a mano in legno, restaurato (3).
Filanda (1)
Carda (2)
Antico telaio a mano (3)
Ogni pezzo esposto è spiegato con didascalie in lingua italiana ed inglese, mentre un grande pannello racconta la storia di questa antica fabbrica.
Per migliorare la fruibilità e la comprensione di ogni macchina esposta, è stata realizzata una pedana rialzata che permette al visitatore di avere una posizione privilegiata e una visione dall'alto.
Altri importanti macchinari che è possibile vedere sono il leviathan (4), la pressa, la taglierina, la stracciatrice e sullo sfondo il carbonizzo a vapore. Si può notare che la struttura dei meccanismi antichi è predisposta per lo sfruttamento dell'energia idrica.
Leviathan (4)
Sull'ultima parete, oltre ad una vetrata, possiamo osservare un'antica turbina, ancora in movimento, grazie all'acqua che entra dal fiume e che attraverso una gora termina in una camera sotterranea dove si aziona una turbina (5) il cui movimento è visibile all'interno del museo.
Turbina ancora funzionante (5)
Proseguendo nella visita e possibile inoltre osservare ancora una carda, dove notiamo la lana all'entrata e all'uscita, grazie ai contenitori di plexiglas (6); ed infine un montacarichi manuale (7).
Carda (6)
Montacarichi manuale (7)