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Il Casone, la Galleria, l'Oratorio

Il Casone, la Galleria, l'Oratorio

Vernio conserva ancora importanti testimonianze della signoria dei conti Bardi, tra queste un complesso di edifici in località S. Quirico, che è stato oggetto in quest'ultimo decennio di importanti restauri. Si tratta del Casone, già residenza della famiglia , attuale sede del Municipio, dell'Oratorio intitolato a San Nicola e della Galleria che collega i due edifici. Sembra che il nucleo originario risalga all'epoca del dominio dei conti Alberti, verso la metà del '600 il Conte Ridolfo dé Bardi fece del Casone la propria dimora, nel feudo e poté abbellirlo di arazzi, dipinti ed altri ornamenti di gusto Barocco.



La sala d'ingresso di questo palazzo, quadrangolare, ha soffitto ligneo di gusto cinquecentesco, sorretto da mensoloni a voluta; sulla parete destra una porta conduce in una stanza collegata all'ampio corridoio della Galleria, oggi sede dell'archivio storico dell'Opera Pia.
Salendo al primo piano, sulla sinistra della bella scalinata in pietra serena, un piccolo atrio dà accesso alla Sala del Consiglio, che corrisponde allo spazio centrale del palazzo, da qui si accede alla sala del Sindaco (sulla destra) che occupa l'angolo dell'edificio ed alla Galleria (sulla sinistra). Quest'ultima risalente ai primi anni del 1700, costituisce il collegamento tra l'Oratorio ed il Casone ed è stata per molto tempo la sede della Compagnia si S. Niccolò di Bari (fondata da Ridolfo dei Bardi per provvedere alle necessità degli abitanti più bisognosi) e fu deposito dell'antico archivio dell'Opera Pia.




Oggi possiamo ammirarvi alcuni l'Assunzione della Vergine, copia del dipinto di Alessandro Gherardini eseguito per la chiesa di S.Niccolò di Prato e i due ritratti di Pietro Leopoldo di Lorena e della moglie.
Costruito nel 1706 da Alessandro dé Bardi, erede del più noto Ridolfo, l'Oratorio si presenta con una facciata di linee semplici e slanciate, con elementi in pietra che evidenziano l'elegante scalinata a doppia rampa, il portale, le finestre, il timpano ed il frontone Ornato da vasi.
Nell'ampio vestibolo, dal quale si accede sia all'Oratorio che alla Galleria, occupano un posto preminente due rilievi ovali in bronzo, raffiguranti uno il ritratto del Conte Ridolfo e l'altro una scena allegorica con puttini che gettano rose dentro ad un alambicco.
Sulla parete a destra dell'ingresso un bell'altare ospita una tela raffigurante i Santi Nicola, Filippo Neri, Antonio da Padova ed Elisabetta in atto di additare l'immagine della Madonna Addolorata, mentre sulle altre pareti si possono osservare tre eleganti tabelle in legno con cornici intagliate e dorate, con finestrelle destinate a riportare i nomi dei membri della Compagnia, nonché due coppie di lanterne professionali di pregevole fattura.



Entrati nell'Oratorio, si resta colpiti dalla purezza delle forme architettoniche e dalla luce proveniente dalle grandi finestre che scandiscono le pareti laterali.
La grande pala che raffigura la Madonna col Bambino in gloria e in basso San Nicola da Bari in atto di consegnare la dote alle tre fanciulle povere è un bel lavoro del fiorentino Antonio Maria Pucci. L'illustrazione del più famoso miracolo del Santo allude a uno dei punti più qualificanti delle volontà testamentarie del conte Ridolfo: fra i primi compiti della Compagnia ci doveva essere quello di provvedere alle doti delle fanciulle più povere.
Alle pareti dell'aula, dodici tele di un ignoto maestro del primo Settecento raffigurano gli Apostoli. Forse della stessa mano un ritratto di San Nicola in abito vescovile che è collocato sopra la porta d'ingresso.



Una doppia fila di pancali con postergali, completata da due credenze per gli arredi della confraternita, è disposta sui due lati dell'Oratorio. Il soffitto in legno con pannelli decorativi e rosoni, risale al sec. XIX ed è stato eseguito su progetto di Mario Martini, come risulta da un disegno acquerellato conservato nell'archivio della Compagnia. Sulla parete d'ingresso prospetta la cantonaria, destinata ad ospitare l'organo (attualmente in restauro) datato 1699, di produzione padana, forse modenese, collocato nell'Oratorio nel 1852.
Infine, nella sagrestia si può ammirare un bel mobile destinato ai paramenti sacri, molti dei quali sono pervenuti fino a noi; di particolare pregio un parato in quarto, in broccatello con fondo bianco e disegno rosso, del sec. XVIII, guarnito da un ovale ricamato raffigurante San Nicola.



Il presente testo e stato rielaborato facendo riferimento ai seguenti libri:

"Guida al Territorio della Comunità Montana - Val di Bisenzio e Montemurlo" - Comunità Montana
"Vernio - Storia, arte e leggende" - Manfredo Robazza
"Prato e la sua Provincia" - APT
"L'Oratorio di San Niccolò" - Comune di Vernio



E possibile visionare, cliccando sotto, anche una bella presentazione Power Point realizzata da Marta Papi, dott.ssa in architettura, lauretasi con una tesi specifica sull'argomento-possono essere necessari alcuni minuti:
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************************ Il Casone e la Compagnia di San Niccolò di Bari ************************
RESTAURATO IL CROCIFISSO LIGNEO DELL’ORATORIO DI SAN NICCOLO’ A SAN QUIRICO.
 

 
 
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